” Quando compri qualcosa da un artigiano non compri un semplice oggetto compri centinaia di ore di esperimenti, falimenti e prove.
Compri giorni, settimane e mesi di frustazione e momenti di pura gioia.
Non stai comprando un oggetto ma un pezzo di cuore, una parte dell’anima, un momento della vita di qualcun’altro.
Compri dell’artigiano il tempo impiegato per fare quello che è la sua passione e il tuo piacere “

 

L’Artigianalità nel vino e in Montauto

Etimologicamente parlando, artigiano è colui che esercita un’arte, sia essa materiale o immateriale.

Il vino, nella sua doppia natura di compagno del pasto, come del pensiero, è sia materiale che immateriale e, pertanto, è prodotto d’artigianato per eccellenza.

È per questo che, a Montauto, ci definiamo, semplicemente, artigiani.

Ma il vino, quale prodotto della trasformazione dell’uva da parte dell’uomo, per esser artigianale necessita di una serie di accorgimenti che vanno a beneficio esclusivo del vino stesso e, di conseguenza, di chi lo beve.

In primo luogo, la scelta di fare vendemmie scalari – perché terreni ed esposizioni, qui, sono molto differenti – al fine di cogliere l’uva nel suo momento migliore di maturazione.

Ovviamente, la vendemmia è manuale, il ché ci consente la pronta selezione dei grappoli migliori già in vigna nonché l’accortezza di comporre cassette di massimo 20 kg perché, se troppo cariche, l’uva si schiaccerebbe e comincerebbero le prime ossidazioni.

Questo, per quanto riguarda la vigna.

Perché l’uva, una volta pigiata e pressata e messa nei tini di fermentazione in cantina si trasforma in mosto e qui, Signori e Signore, comincia il bello.

Nella elaborazione dei vini bianchi, infatti, proprio la fase pre-fermentativa gioca un ruolo di primaria importanza per la qualità del vino futuro.

Per evitare fenomeni di riduzione il vino viene travasato, se necessario, e, sia di giorno che di notte, vengono fatte svinature e analisi costanti dei
mosti.

Ma non solo perché, tornando in vigna, questo è il momento dell’aratura e, tradizionalmente dopo la prima metà di gennaio, della potatura invernale.

Ecco perché a Montauto facciamo vini artigianali: vini sani, con bassi livelli di solforosa, definiti negli aromi e ricchi di una naturale complessità.

Ovviamente, e dato che il sole, a queste latitudini, non perdona, abbiamo anche una certa premura nel portare l’uva in cantina, dove questa viene prontamente refrigerata in modo da limitare il più possibile l’attività degli enzimi naturalmente presenti sugli acini e scongiurare così il rischio di ossidazioni pre-fermentative.

L’Artigianalità nel vino e in Montauto

Etimologicamente parlando, artigiano è colui che esercita un’arte, sia essa materiale o immateriale.

Il vino, nella sua doppia natura di compagno del pasto, come del pensiero, è sia materiale che immateriale e, pertanto, è prodotto d’artigianato per eccellenza.

È per questo che, a Montauto, ci definiamo, semplicemente, artigiani.

Ma il vino, quale prodotto della trasformazione dell’uva da parte dell’uomo, per esser artigianale necessita di una serie di accorgimenti che vanno a beneficio esclusivo del vino stesso e, di conseguenza, di chi lo beve.

In primo luogo, la scelta di fare vendemmie scalari – perché terreni ed esposizioni, qui, sono molto differenti – al fine di cogliere l’uva nel suo momento migliore di maturazione.

Ovviamente, la vendemmia è manuale, il ché ci consente la pronta selezione dei grappoli migliori già in vigna nonché l’accortezza di comporre cassette di massimo 20 kg perché, se troppo cariche, l’uva si schiaccerebbe e comincerebbero le prime ossidazioni.

Questo, per quanto riguarda la vigna.

Perché l’uva, una volta pigiata e pressata e messa nei tini di fermentazione in cantina si trasforma in mosto e qui, Signori e Signore, comincia il bello.

Nella elaborazione dei vini bianchi, infatti, proprio la fase pre-fermentativa gioca un ruolo di primaria importanza per la qualità del vino futuro.

Per evitare fenomeni di riduzione il vino viene travasato, se necessario, e, sia di giorno che di notte, vengono fatte svinature e analisi costanti dei
mosti.

Ma non solo perché, tornando in vigna, questo è il momento dell’aratura e, tradizionalmente dopo la prima metà di gennaio, della potatura invernale.

Ecco perché a Montauto facciamo vini artigianali: vini sani, con bassi livelli di solforosa, definiti negli aromi e ricchi di una naturale complessità.

Ovviamente, e dato che il sole, a queste latitudini, non perdona, abbiamo anche una certa premura nel portare l’uva in cantina, dove questa viene prontamente refrigerata in modo da limitare il più possibile l’attività degli enzimi naturalmente presenti sugli acini e scongiurare così il rischio di ossidazioni pre-fermentative.